...Una delle città più belle d'Italia. Addentrarsi nei luoghi del mito e della storia, gustare la miglior pizza. Meravigliarsi delle antiche città ritrovate di Pompei ed Ercolano. Immergersi nel verde di un parco e visitare una delle regge reali della napoli borbonica... Questo e altro nei miei itinerari...

CHI SONO


Questo blog nasce come diario in cui racconto le mie esperienze e le mie emozioni nello svolgere il mio lavoro di Guida Turistica della Regione Campania

Il blog per alcuni anni ha funzionato come web site per prommuovere tours & itinerari. Dal 2015 visitare Napoli torna ad essere un blog di attualità partenopea e cede il suo posto al più moderno Sito Web "DISCOVERING NAPOLI" (www.campaniaguidedtours.com ) dove potete trovare tutti i servizi per le vostre visite guidate , eseguite da guide turistiche abilitate e professionisti del turismo

giovedì 3 marzo 2016

DRACULA E LA SUA TOMBA NAPOLETANA .

Particolare della presunta tomba di "Dracula"


"Il conte Dracula è morto a Napoli, è stato sepolto nel cuore della città ed è ancora qui"

Tutto è cominciato con un gruppo di persone che per setttimane hanno percorso vicoli e strade in cerca del segreto
E non sono ragazzini sognatori, fanatici, esaltati, ma serissimi studiosi dell’università di Tallinn in Estonia. Sono convinti di ciò che fanno, sostengono di avere già in mano i documenti che provano la verità, così hanno avviato una campagna di ricerche sul territorio.
La storia è affascinante, ricca di sfumature, di colpi di scena, però assomiglia troppo alla trama di un romanzo d’avventure per sembrare vera; anche perché, attualmente, manca il particolare che la renderebbe clamorosa, il colpo di scena finale: manca proprio il corpo del conte Dracula. «È per questo motivo che, dopo aver avviato studi documentali, ora siamo scesi sul campo. E sappiamo anche dove andare a cercare. Sappiamo dov’è la tomba di Dracula a Napoli»

Siamo a piazza Santa Maria La Nova, il gruppo che comprende anche gli italianissimi i fratelli Glinni (uno, Giandomenico, ricercatore a Tallinn, l’altro, Raffaello, studioso di storia) e il direttore scientifico del museo delle Antiche Genti, Nicola Barbatelli, varca la soglia del chiostro antico e si avvia a colpo sicuro verso una lapide. L’emozione cresce passo dopo passo fin quando il marmo è lì, a dieci centimetri. L’avevano visto solo in fotografia quel disegno, l’avevano ritrovato in rappresentazioni del ’500, ora lo vedono e restano allibiti. È proprio come avevano immaginato, i «segni» ci sono tutti, è il momento di rendere ufficiale la scoperta e di avviare ricerche formali. (fonte " Il mattino" )


E’ verosimile infatti che la famiglia di Vlad III abbia cercato riparo a Napoli perchè proprio il Re Alfonso d’Aragona era un massone appartenente all’Ordine del Dragone, esattamente come Vlad III Tepes, Signore di Valacchia. La figlia Maria, all’età di sette anni sarebbe stata adottata da una signora napoletana e avrebbe poi sposato un membro della famiglia Ferrillo ottenendo in dono i terreni di Acerenza in Basilicata ma restando comunque legata alla sua città putativa: Napoli, dove avrebbe scelto di essere sepolta
Il marmo, studiato dai ricercatori dell’INGV inoltre, emana un calore inspiegabile che non si sa da cosa provenga. Anche se la cosa più misteriosa è sicuramente l’iscrizione entro cui è possibile leggere caratteri antichi, sicuramente una lingua in codice, fatta di caratteri greci, latini e di tante altre lingue, ma non si riesce a comprendere nemmeno una parola.  
Lo stesso quotidiano "il mattino" citato prima , ha formato un team di ricercatori composto dagli speleologi Luca Cuttitta, Enzo De Luzio e Mauro Palumbo, dalla storica Laura Miriello, dal restauratore Francesco Manes e da un esperto dell’Osservatorio Vesuviano, Fabio Sansevero per portare finalmente chiarezza sulla vicenda...

E se il mistero è stato svelato o chissà ne contiene altri allora  forse un salto a Napoli i conviene farlo  e scoprire un  itinerario esoterico ;-)

Io nella spiegazione del cenotafio



Fabio Comella
Guida turistica abilitata nella regione Campania
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mercoledì 10 febbraio 2016

LA REGGIA DI CASERTA : GLI ANTICHI FASTI E NUOVI RILANCI


 
La facciata esterna della Reggia di Caserta


Che patrimonio meraviglioso ha l' Italia, ricca di palazzi ducali, palazzi reali, ville e regge reali!

Non me ne vogliano però i miei connazionali se mi permetto di dire che la reggia  italiana per eccellenza è quella di Caserta!

La reggia infati nasce nel 1752 con le intenzioni di eguagliare se non superare in bellezza e dimensioni quella della sua controparte francese, la reggia di Versailles. Seppur le dimensioni originali non sono state poi più rispettate, la reggia risulta di sicuro più graziosa di quella francese.
Alberto Angela stessso, conduttore televisivo e divulgatore scentifico è tornato più volte per raccontarne la sua storia e bellezza ! (vedi il video cliccando qui


Una vera e propria miniera d'arte  dunque. Una miniera che però L'italia non ha saputo sfruttare e che ha vissuto fasi altenanti. 


Nel 2013 il Daily Telegraph, quotidiano di spicco inglese, muove profonde critiche nei confronti della reggia di Caserta. I giornalisti furono impietosi contro la nostra opera definendola :” L'esempio lamapante del fallimento del patrimonio culturale italiano”

Lo stesso anno lo storico dell'arte Philippe Daverio proprio a Caserta ebbe a dire” Sono qui alla reggia di Caserta perchè è da questo monumento unico al mondo ma spesso teatro di episodi di degrado che dobbiamo ripartire per valorizzare i tanti tesorid del sud Italia.”

Tuttavia ,come riporta anche il sito Vesuvio live, “In questi due anni la reggia voluta dai Borbone sembra aver trovato il suo equilibrio e la regalità del tempo al punto da portare il Daily Telegraph ad una clamorasa smentita. Il merito è di Nikole Lakenbrik che ha pubblicato una recensione
sulla sua ultima visita a palazzo durante il suo ultimo viaggio in Italia. Il nostro tour, scrive prevedeva la reggia di Caserta un bel palazzo raggiungibile in pochissimi minuti da Napoli in treno

Abbiamo trascorso mezza giornata ad esplorare il palazzo e i giardini . Anche in iverno siamo rimasti stupiti da questo grandissimo esempio di nobiltà italiana. ( Per visitare la reggia di Caserta clicca qui)

Philippe Daverio durante la manifestazione per il rilancio della reggia

Tuttavia " In questi due anni, però, la Reggia voluta da Carlo di Borbone sembra essere riuscita a trovare il suo equilibrio e la regalità di un tempo, al punto da portare il Daily Telegraph ad una clamorosa smentita. Il merito è di Nikole Lakenbrink che, per un concorso indetto dal quotidiano, ha pubblicato la recensione della sua visita al palazzo durante l’ultimo viaggio in Italia: Il nostro tour – si legge – includeva il Tunnel Borbonico. Un’altra gemma è la risposta italiana a Versailles: la Reggia di Caserta, un bel palazzo raggiungibile in pochissimo tempo da Napoli in treno. Abbiamo trascorso mezza giornata a esplorare il Palazzo e il grande giardino: anche in inverno siamo rimasti stupiti da questo bellissimo esempio di nobiltà italiana” (fonte Vesuvio live)

Uno stravolgimento di prospettiva che è stato confermato anche negli ultimi dati sull'affluenza al sito raccolti nel mese di Gennaio: i visitatori sono aumentati del 10% rispetto l'anno scorso.

Insomma si respira aria di rinascita !

Attualmente la reggia è diventato il secondo sito più visitato in Campania dopo Pompei 


Ciò non toglie però, come continua lo stesso quotidiano,che "lo sviluppo della reggia potrebbe essere coadiuvato da interventi come lo sviluppo di collegamenti più veloci tra Napoli e Caserta così come avviene tra Parigi e Versailles. Ci vogliono più intersity e meglio collegare i collegamenti tra la reggia e il resto d'Italia chiosa il direttore. Il suo sogno è il cambio di nome della stazione stessa di Caserta che deve essere chiamata "la reggia" creando così un brand che deve diventare motivo di orgoglio di tutta la cittadina campana

Non sono da meno altre idee come possibili collegamenti con navette tra capodichino e Caserta in modo da attirare e meglio agevolare il turismo straniero che viaggia in aereo.

Insomma la reggia di Caserta è davvero qualcosa di straordinario. Un sito che deve essere visto come orgoglio dell'architettura italiana e che non fare parte degli itinerari di chi visita Napoli e la Campania 

Fabio Comella. Guida turistica abilitata nella regione Campania

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mercoledì 27 gennaio 2016

NAPOLI VISTA DAGLI AMERICANI




Ne è passato di tempo... circa 53 anni un  innamoramento che durò appena un ventennio poi l'oblio, seppur con vari piccoli sprazzi di ritorni di fiamma.

Napoli e gli americani si erano conosciuti nel dopoguerra. Erano venuti a liberarci sbarcando prima a Salerno per poi essere colti di sorpresa quando trovarono una città già semi libera dal dominio nazista. Una città orgogliosa, indomabile  come quel suo antico vessillo, il cavallo sfrenato che fu perfino il primo simbolo del calcio Napoli e poi della provincia.

Allora c'era miseria e nobilità ma soprattutto tanta bellezza e umanità. Ed è proprio questa bellezza che colpì il popolo statunitense che insieme all'ottimo cibo (come non citare la pizza ?!) ne fecero il centro ideale per collocare un ricco filone cinematografico. Un filone che durò circa un ventennio! (leggi l'articolo "quando l'america parlava napoletano" cliccando qui)

Recentemente la stampa britannica come il THE GUARDIAN   ha dato molta attenzione alla città di Napoli dal punto di vista dell'immagine turistica e ora sembra che anche quella americana si stia ravvicinando.

Il 9 gennaio 2016 l’Ambasciatore Usa in Italia John Phillips, annoverato dal National Law Journal nella lista dei cento avvocati più influenti degli Stati Uniti, ha fatto visita a  ercolano. Vesuvio e Osservatorio Vesuviano le due tappe principali di questo mini tour del quale Phillips sembrerebbe essere rimasto decisamente soddisfatto. «Questa terra è davvero speciale» avrebbe infatti dichiarato l’ambasciatore al termine della visita.

L'ambasciatore John Phillips ricevuto dal sindaco di Ercolano

Qualche settimana dopo, come dicevo è la stampa americana ad occuparsene e si scomoda nientemeno il famoso quotidiano New York Times che celebra Napoli ed Elena Ferrante  "scrittrice italiana dall'identità che ancora oggi è per tutti un' enigma e autrice di diversi best sellers tra cui "L'amica Geniale"
Ann Mah, giornalista del suddettto giornale, è andata alla scoperta di Napoli, dei luoghi narrati dalla scrittrice italiana e simbolo della città partenopea."

"Ero arrivata a Napoli senza una guida o una mappa, alla ricerca di un quartiere scapigliato di "muri scrostati" e "porte graffiate", dove la "grigia misera" degli edifici si scontra con la passione e la repressione dei personaggi della scrittrice. Armata solo con la sua serie di romanzi napoletani, ero alla ricerca di una città che - attraverso quattro volumi pesanti, best seller sia negli Stati Uniti e in Italia - era diventato un personaggio stesso: pericolosa, sporca e seducente, il luogo che tutti desiderano lasciarsi alle spalle, un luogo che non si può scuotere.

Come ho scoperto durante una visita nel mese di settembre, la serie di libri ha offerto una vista unica di questa città complicata, ti porta lontano tra i luoghi turistici più famosi e aiuta a spiegare le divisioni sociali, economiche e geografiche della città. Per vedere la Napoli della signora Ferrante è quello di osservare Napoli come un nativo."

Ann Mah decide di intraprendere un viaggio attraverso i luoghi che ci raccontano la vita di Elena Greco e Raffaella Cerullo, Lenù e Lilanei romanzi della Ferrante, nate in un quartiere difficile di Napoli, caratterizzato da povertà, mafia e violenza. Linù e Lila sono ragazze molto diverse, ma accomunate da un unico desiderio, "varcare i confini del quartiere alla scoperta di una presenza invisibile, una vaga memoria blu: il mare."


La sua passeggiata si sposta poi nel cuore del centro storico di Napoli, Spaccanapoli, che attraversa il cuore della città, fino a giungere alla vista del Golfo e spiegandosi finalmente perché della voglia di Lenù e Lila di evadere dal loro quartiere solo per ammirare quello spettacolo
spaccanapoli
Attraversa poi luoghi ancora più importanti per i personaggi del romanzo e per la stessa Elena: Piazza Municipio, dove il padre di Elena lavorava come facchino, il Rettifilo, dove Lila acquista il suo abito da sposa e il Liceo Garibaldi, la scuola di Elena. 



"La sua interpretazione di Napoli non è solo una cartolina - è un mosaico di emozioni forti e dirompenti",ha detto la signora Siniscalchi, la sua guida, dei libri. "Lei dà un'eccellente descrizione di tutte le opportunità perse da ogni singola generazione nel sud Italia. Quando ho finito l'ultimo libro, ho pianto".


Si dirige poi a Rione Luttazzi, ne descrive il degrado e nota quanto il mare da li sia un'utopia, ma non le risulta difficile immaginare Elena e il quartiere di Lila.
piazza dei Martiri, chiaia.

Poi è la volta dell'eleganza di Chiaia, quartiere benestante, alla ricerca del negozio di scarpe di Lila, Solara, ma si imbatte nella boutique di Salvatore Ferragamo.

Il suo viaggio si conclude con la testimonianza di Annamaria Palermo, professoressa dell' Università di Napoli L'Orientale, nata da una famiglia borghese, ma che si è identificata nei racconti della Ferrante. 
La signora Siniscalchi continua con il racconto della lotta delle protagoniste contro la camorra e le violenze e afferma: "La camorra è parte della nostra storia. Per crescere a Napoli è una lotta ogni giorno".
Dalla casa di Annnamaria Palermo, a Posillipo, Ann Mah non coglie questo disagio, questa lotta continua e pensa che da li la criminalità organizzata è un qualcosa di estremamente distante.
"Davanti a me, il golfo scintillava, una distesa ondeggiante di blu ricoperto dalla massa incombente del Vesuvio. Da qui, il rione era completamente scomparso."
Il quartiere di Posillipo
  
Di queste settimane invece è il video realizzato dalla Tv americana, la CNM in cui la reporter accompagnata da una guida turistica abilitata  mostra al suo pubblico le bellezze e il folklore di Napoli ! Per vedere il video clicca qui

Fabio Comella Guida turistica abilitata nella regione Campania
Tour e visite guidate


 





mercoledì 30 dicembre 2015

TURISMO A NAPOLI: Confermata come terza città d'arte subito dopo Roma e Firenze!

Turisti alla piazza del plebiscito


Trecento metri, 300 metri di fila per visitare la cappella Sansevero   che si conferma come il sito più visitato in citta! ma non solo: Napoli batte Milano e l'expò cavallo di battaglia del premier Renzi per il numero di turisti che la manifestazione ha portato alla città lombarda e si conferma subito dopo Roma e Firenze come la città d'arte più  visitata in Italia tra le festività pasquali e natalizie.

La lunga coda per visitare Cappella Sansevero


Esulta l'assessore al turismo  Nino Daniele che ,che dice " : Fino al sei gennaio polverizzeremo ogni record di turisti. Siamo a più 100 per cento rispetto al 2011". Proiezioni confermate dagli albergatori che per i prossimi giorni parlano del 90 per cento di camere occupate. Anche i commercianti segnalano un trend positivo con un incremento dell'otto per cento delle vendite rispetto ai dati del 2014, con punte del 18 per cento per abbigliamento, accessori e strumenti tecnologici. Merito (anche) dei turisti che hanno scelto Napoli come meta delle loro vacanze e hanno trovato anche a Natale monumenti e mostre aperti come il Maschio Angioino, la Ruota dell'Annunziata, San Severo al Pendino in via Duomo, San Domenico Maggiore. E per Capodanno la stima è ancora migliore. Daniele parla di "sold out da tempo nelle strutture ricettive. Si consolida e rafforza una tendenza in crescita già da un paio d'anni. Il 2015 diventa il nuovo anno di riferimento per il turismo a Napoli"

.

Secondo l'esponente della giunta di Luigi de Magistris "abbiamo di nuovo una storica occasione. Non è solo un fatto contingente, spiegabile con terrorismo e conflitti bellici, così come alcuni affermano, ma un miglioramento costante. C'è sicuramente la disponibilità di nuovi flussi ma non era scontato che tra tante possibili mete scegliessero Napoli. L'immagine della città è migliorata, ma soprattutto ha funzionato il marketing dei tanti visitatori che vanno via entusiasti della città, del suo patrimonio storico-artistico, della sua ospitalità. Non siamo più solo un problema per il Paese ma di nuovo una opportunità". Secondo Federalberghi a Natale si è registrato il 37 per cento di occupazione delle camere rispetto al 35 del 2014 ma, aggiungono, a Capodanno la stima è del 90 per cento e c'è la concreta possibilità di raggiungere il tutto esaurito con il last minute." (fonte: repubblica)



Entusiasta è anche il sindaco Luigi De Magistris che chiosa :" Sono passati i tempi in cui Napoli era nei giornali di tutto il mondo per l'emergenza rifiuti. Ora si parla di Napoli per le sue straordinarie bellezze naturali, artistiche e culturali! "

Il museo archeologico di Napoli


Ma cosa vedere in città? come muoversi? Dove alloggiare? Bhè dipende, Napoli è una città molto grande, terza per numero di abitanti e per visitarla tutta...ci vogliono almento 4 giorni pieni!

Per chi è alla prima visita con la città la tappa obbligatoria è il centro antico ossia i Tre decumani
che sono un concentrato di chiese, palazzi e strutture che spaziano dall'epoca greco-romana fino ai primi del XVIII° secolo. Ma il concentrato di arte non finisce lì e si estende e combina con lo splendido paesaggio del lungomare, prospicente l'area monumentale che include i due castelli, la galleria Umberto e il palazzo reale.  Ma per chi è già stato svezzato dalla città partenopea? Bhè sono tanti i siti e gli itinerari insoliti . Del napoletano fanno parte anche i campi flegrei che seppur non molto famosi sono zone stupende dal punto di vista paesaggistico e archeologico

Il lago miseno


Visite guidate e tour per i vari siti inoltre possono essere richiesti qui

E il cibo? Quello merita un capitolo a parte ! (clicca qui per leggere )

Passiamo agli spostamenti : Scordatevi la macchina! Napoli è caotica e le strade  non  sono molto larghe. Migliore strumento quindi è il trasporto pubblico come funicolari e metropolitane  che seppur presentano delle pecche (i treni possono passare anche ogni 12 minuti)  sono quelli più funzionali e che coprono l'intera città .A proposito di metropolitana, non si può non menzionare la metrò dell'arte !

Per l'alloggio di solito si tende a scegliere l'area della stazione  perchè più economica e  vicina allla circumvesuviana ,il treno che collega Napoli a Pompei  e la costiera sorrentina . Personalmente , ritengo ahimè, la stazione una delle aree più fatiscenti di Napoli e quindi suggerisco di fare un piccolo sacrificio di tempo, allungarsi  e trovare alloggio altrove cioè nel centro o al vomero per chi preferisce stare in una zona un pò più tranquilla e meno caotica  e magari visitare anche questo quartiere borghese famoso per lo shopping il castel Sant'Elmo, la  certosa di San Martino  e il museo di ceramiche (da non confondere con quello di porcellane di capodimonte) della villa Floridiana.

Fabio Comella -Guida turistica abilitata per la regione Campania

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lunedì 28 dicembre 2015

THE GUARDIAN RECCOMENDS NAPLES FOR YOUR WINTER HOLIDAYS!



the seaside of Naples with the whited Vesuvius at background

 LEGGI L'ARTICOLO IN ITALIANO clicca qui

Hi there,

It seems the britsh newspaper "the guardian" is really crazy about Naples!

A new article was writen  by the reporter Nicky Shallow which in recomand Naples for the winter season!

Here is what he says in its journal :

" As fascinating as it is contradictory, ravishingly beautiful yet dilapidated and chaotic, Naples makes a brilliant winter break destination. It enjoys a mild, southern climate and a matchless natural setting on a wide azure bay, with the brooding bulk of Vesuvius, the Sorrentine peninsula and Capri on the horizon. World-class monuments, some of the best food in Italy, a vibrant street life and a thriving contemporary art scene increase its appeal and, in the period leading up to Christmas, the city is at its most extrovert. Still central to any Neapolitan natale (along with the food, such as Christmas rococo cakes) is the centuries-old tradition of the presepe, or nativity crib, which sees crowds elbowing their way along the Spaccanapoli (the arrow-straight road that splits the ancient centro storico in two) en route to narrow Via San Gregorio Armeno to stock up on tiny figurines, some with moving parts, for their home cribs.

the little figures to decorate the cribs


Italy’s third-largest city is looking better than it has in a long time. The piles of rubbish are gone, and traffic has been banned from much of the Lungomare (seafront) and large swathes of the centre. The completion of the metro system is in sight and the remodelling of the Piazza Garibaldi and Piazza Municipio areas, that has brought traffic to a near standstill in recent years, is almost finished. Moreover, private initiatives are seeing crumbling monuments spruced up, gardens tended and long-closed sights, such as the Cimitero delle Fontanelle and the church of Santa Maria del Purgatorio ad Arco, opening to visitors once again. Naples has often been dubbed Italy’s most underrated city, but that is changing. Tourist numbers are on the rise, so get there soon.

What to see and do

Subway art stations






Many of Naples’ treasures are below street level, not least some of the most impressive metro stations in the world. The first “art station” opened in 2001, but the ambitious idea for a public art project in the underground system dates from the late 1980s. The 11 stazioni to date have involved both emerging local artists and architects and major international names. The most recent openings are Oscar Tusquets Blanca’s 2013 Toledo stop, with its eye-popping escalator descent under the towering Crater de Luz mosaic, and Karim Rashid’s 2011 Università, a joyous riot of youthful bubble-gum colours, psychedelic designs and mirrors. Municipio, inaugurated in June, is a work-in-progress: completion has been delayed by the discovery of Roman remains (including several ships) on the site.
anm.it, 90-minute metro ticket €1.50; all the art stations are on Line 1; start at Garibaldi and head towards Piscinola 


"università station" is the number 7 in Europe.



 Rione Sanità
A Miglio Sacro (Holy Mile) walking tour of the earthy, densely populated Sanità district (so-named because of its “healthy” location outside the city walls) offers an insider’s take on one of Naples’ most evocative neighbourhoods. The company also offers tours, enthusiastically led (also in English) by young locals, taking in hidden gems, such as the early Christian catacombs of San Gennaro and San Gaudioso, Ferdinando Sanfelice’s magnificent Palazzo dello Spagnolo with its “flying staircase”, and the vast Cimitero delle Fontanelle, a mass burial ground that holds the bones of an estimated 40,000 people, many of them victims of the 1656 plague. En route, you’ll pass narrow lanes crisscrossed with washing lines, lively street markets and glorious but dilapidated palaces and will come away with a sense of having seen something a bit different.






The archeological museum  

If you only visit one museum in Naples, make it this. The Farnese family’s peerless haul of ancient Greco-Roman art and artefacts forms the core of the collections, which are housed in a vast, 17th-century former university building. The labelling is almost non-existent and the lighting is poor, but nothing can detract from showstoppers such as the colossal Farnese Bull, the pumping-iron Hercules and the pair of powerful tyrant killers – all Roman copies of early Greek sculptures. Of the collections on the upper floors, best are the exquisite mosaics from Pompeii and Herculaneum and the saucy ancient erotica in the Gabinetto Segreto, plus the bronzes from Villa dei Papiri in Herculaneum, among which the five female dancers and pair of lean athletes, poised for flight, are standouts.
 closed Tues, €8, free for under-18s and on the first Sunday of each month


the sundial room of the museum is the largest in Europe!


Mercato di Porta Nolana For a taste of Neapolitan street theatre in the raw, leave your valuables at home and head to the sprawling, chaotic Porta Nolana market, which takes place daily around this 15th-century gateway. Although you can buy anything here from pirated DVDs and computer software to fake Prada bags and multipacks of socks, locals come to haggle over some of the best and freshest fish and seafood in Italy. Against briny smells of the sea and the incomprehensible bellowing of the vendors, stall after laden stall offers every kind of sea creature imaginable: shiny eels, squirting clams, fat prawns, vast hunks of swordfish, leathery strips of salt cod and inky, slithery squid.
OplontisThe little-visited archaeological site of Oplontis, on the coast 30km south of Naples, is usually passed up in favour of Pompeii and Herculaneum, although they were all buried in the same 79AD volcanic eruption. Now 10 metres below street level in the modern suburb of Torre Annunziata, the massive villa complex is believed to have belonged to Nero’s second wife, Sabina Poppaea, she of the baths of ass’s milk. The villa is notable for the second-Pompeiian-style wall paintings that still decorate the once-sumptuous rooms.
Take the Circumvesuviana train from Naples to Torre Annunziata, open daily, €5.50 including nearby Stabiae and Boscoreale


Where to eat

La Stanza del Gusto 

Trailblazing chef Mario Avallone pioneered contemporary Neapolitan cuisine in the mid-1990s with his first, tiny, Stanza del Gusto. Passionate about local, properly sourced ingredients, he now works in a colourful, two-level space near Piazza Bellini, where the menu showcases the best the region has to offer. Pop into the ground-floor wine bar for a platter of local cheeses, a pane cunzato (a kind of open sandwich, from €6) or the two-course menu lavoro (€13 with wine, coffee and water), or settle in for a more relaxed meal upstairs, maybe salt cod tempura with papaccelle (baby peppers) or lamb tagine (mains from €14).
Via Costantinopoli 100, , lastanzadelgusto.com, closed Sun eve





Friggitoria Vomero
One good reason to take the trundling funicular railway up to the leafy Vomero district is to visit the Certosa di San Martino monastery complex. The other is the Acunzo family’s old-fashioned “frying shop”, just opposite Piazza Fuga station. Bite-sized, deep-fried goodies that come crackling fresh from vats of sizzling oil from 11am include zeppole (small doughnuts), lightly-battered vegetables, panzerotti (fried savoury turnovers stuffed with tomato and cheese) and arancini. At 20 cents each, you can afford to try them all.
Via Cimarosa 44, closed Sun 

 
fried potatatoes and fried pasta are the neapolitan street food



Trattoria Castel dell’Ovo
Borgo Marinari, the old fishermen’s quarter at the base of the Castel dell’Ovo island fortress, is a pretty spot for a meal, but most of the restaurants here are overpriced and underwhelming. Not so no-frills Trattoria dell’Ovo, where fresh fish and seafood goes into dishes such as spaghetti alle vongole (€10) or braised purpetielli (baby octopus, €9), golden-fried anchovies (€5.50) and grilled calamari (€10). A jug of the chilled house white (€3 for half a litre) washes it all down nicely, and you can sit and eat on the quayside. 


the fishing village around the castel with many restaurants


Where to drink

Enoteca Belledonne





An enduring favourite on the Chiaia drinking circuit and popular with young professionals, this relaxed and refreshingly un-hip, brick-vaulted wine bar stands out in an area where bars open and close again before you can say “spritz”. There is an excellent choice of keenly priced wines by the glass, plus snacks like bruschetta and platters of cheese and meats.
Vico Belledonne a Chiaia 18, enotecabelledonne.com, open daily




Ba-bar
A laid-back, cafe/bistro/bar hybrid with a candlelit, French vintage-look interior, Ba-bar is in the upmarket Chiaia neighbourhood and is a pleasant place for morning coffee or lunch. Things liven up at aperitivo time, when great cocktails are accompanied by nibbles from the bar and soft, jazzy sounds that crank up as the evening progresses. The basement kitchen turns out salads (from €8) burgers, carpaccio and pasta dishes, and there are board games and books, plus a big screen for sports events should conversation falter. "






The article continues with other places where to stay and where to eat pizza

Fabio Comella, licensed Tour Guide in Naples and region Campania

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NAPOLI E LA STAMPA BRITANNICA: THE GUARDIAN



READ THE ENGLISH TRANSLATION CLICK HERE


Di articoli scritti dalla stampa inglese e americani sono stati già postati su questo blog e sono solo alcuni dei tanti che tuttavia passano in sordina. Forse per questo il quotidiano inglese "The Guardian" ci riprova e scrive di Napoli come meta ideale per le vacanze invernali. Vediamo un pò cosa dice :

" La più grande città del Sud d'Italia è stata "lucidata" splendidamente - senza perdere il suo fascino anarchico - e ora è la scelta ideale per una vacanza invernale.
San Gregorio Armeno
Per quanto affascinante quanto contraddittoria, meravigliosamente bella ma fatiscente e caotico, Napoli è una meta invernale brillante. Gode di un clima mite del sud e un ambiente naturale ineguagliabile su un'ampia baia azzurra, con il grosso meditabondo Vesuvio, la penisola Sorrentina e Capri all'orizzonte. Monumenti di fama mondiale, alcuni dei migliori prodotti alimentari in Italia, una vita di strada vibrante e una scena artistica contemporanea fiorente nell'aumentare del suo fascino e, nel periodo che precede il Natale, la città è al suo momento più estroverso. Ancora al centro di qualsiasi natale napoletano (insieme con il cibo, come torte, rococò di Natale) è la secolare tradizione del presepe, o natività presepiale, che vede folle sgomitarsi per strada lungo la Spaccanapoli (la strada freccia dritta che divide il antica storico centro in due) in rotta verso Via San Gregorio Armeno per fare scorta di minuscole figurine (pastori ndr), alcuni con parti in movimento, per i loro presepi domestici.

Terza città più grande d'Italia è alla ricerca di un immagine migliore di quello che aveva in un tempo lontano. I mucchi di spazzatura se ne sono andati, e il traffico è stato vietato di gran parte del Lungomare e ampie zone del centro. Il completamento del sistema di metropolitana la ristrutturazione delle aree di Piazza Garibaldi e Piazza Municipio, che ha paralizzato  il traffico in questi ultimi anni sono terminate. Le iniziative private stanno vedendo monumenti fatiscenti che sono stati ripuliti, giardini curati e di lunga chiusi come luoghi d'interesse ad  come il Cimitero delle Fontanelle e la chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco (per visite guidate  clicca qui ndr). Napoli è stata spesso soprannominata città più sottovalutata d'Italia, ma che sta cambiando. Il numero dei turisti è in aumento..."
Di seguito promuove alcuni luoghi ed attività private da visitare assolutamente:
  • La stanza del Gusto 








  •   La Friggitoria Vomero

  







  • Castel dell'Ovo 
  •  
     










  • La Cantina


  • Pizzeria Starita 








  • Ba-Bar 



     
     
     
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