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lunedì 21 febbraio 2011

IL CULTO DEI MORTI:CHIESA DEL PURGATORIO AD ARCO

Il teschio presente all'interno della chiesa opera di D.Lazzari.


Uno dei siti che mi piace mostrare nei miei  itinerari è la cosidetta chiesa del Purgatorio ad arco meglio conosciuta dal popolino come chiesa delle anime pezzentelle..
Situata nel cuore della parte più antica della città (Via dei Tribunali, ovvero il Decumano maggiore),la chiesa è uno dei luoghi simbolo della Napoli "gotica" e misteriosa. Nell'ipogeo della chiesa è difatti allocato uno degli ossari più noti e risalenti della città partenopea e centro di pratiche cultuali in onore dei defunti o delle anime del Purgatorio.
L'ingresso della chiesa, rialzato rispetto al piano stradale, è raggiungibile tramite due scalinate laterali, al di sotto delle quali si apre una finestra munita di grata, che fornisce luce ed aria ai locali sottarrenei.
Ai lati della grata, ciascuno in corrispondenza di una rampa di scale, due teschi, adagiati sulle rispettive tibie come nella più classica iconografia funeraria, simboleggiano ad un tempo la destinazione funzionale del luogo e le anime del purganti, incutendo rispetto e reverenza anche al più svagato dei turisti.
Ed invero sono ben pochi coloro che, addentratisi tra le affascinanti penombre di Via dei Tribunali, tralascino di soffermarsi almeno per qualche istante presso questo luogo tenebroso e ricco di fascino.
L'osservatore più attento poi non potrà fare a meno di notare come davanti alla grata gli abitanti della zona e le donne in particolare, non facciano mai mancare fiori freschi e lumini votivi, sebbene l'ossario sia in disuso almeno dall' 800 e la maggior parte delle spoglie ivi raccolte non abbia neppure un nome.
La cosa può in effetti apparire bizzarra a chi non conosca l'importanza del culto dei defunti e delle anime purganti nella cultura popolare napoletana. E' qualcosa di complesso da spiegare, qualcosa che ci riconduce indietro nel tempo, molto al di là dello stesso cristianesimo.
Le anime dei morti infatti nella concezione napoletana influiscono potentemente sull'esistenza dei vivi e vengono viste come entità spiritualii benevole o, più raramente, malevole, da onorare e rispettare ed a cui rivolgersi, all'incirca come si farebbe con un santo, per ottenere vere e proprie grazie (guarigioni da malattie o incidenti, incolumità per viaggiatori, marinai, pescatori, militari ecc., vincite al lotto o in concorsi ecc.).
La scesa nella cripta

Le ossa, ed il teschio in particolare, rappresentano appunto il tramite materiale per stabilire un contatto con tali entità ultraterrene, contatto che spesso si "realizza" nella forma del sogno, in cui l'anima appare al devoto rivelando la sua identità e chiedendo ulteriori preci e suffragi.
Da qui l'importanza degli ossari, in cui sono ammassati i resti di persone non identificate e/o di umili origini le cui anime sono più bisognose di "refrisco" ("arrefresca' l'anima re li muorti") ossia di preghiere per abbreviare il periodo di permanenza in Purgatorio.
In passato, ma pare ancora oggi, era molto radicata l'usanza di "adottare" un anima "pezzentella" ossia di scegliere un teschio e prendersene cura ed onorarlo onde ottenere la sospirata "grazia".
Ma il culto dei morti a Napoli non si ferma qui e questa tradizone ha dato vita a una serie di personaggi che in alcune zone sono ancora famosi e presi in considerazione.
cosiddetti "assistiti", sorta di sciamani capace di attingere ad una dimensione spirituale onirica od oltremondana.
Si tratta  di personaggi "toccati" dal dono, di non chiara origine divina o diabolica, di "addivinare" i numeri del lotto, attraverso visioni o facendo da tramite con le anime del Purgatorio.
L'assistito, in stato di trance, comunicava il più delle volte non direttamente i numeri bensì il contenuto di una visione ('o mistere), la quale andava poi interpretata attraverso "la smorfia" e tradotta in combinazioni giocabili.
Le visioni erano spesso indotte da sostanze capaci di alterare gli stati di coscienza, assunte sotto forma di pozione (detta "struccomacchio" o "strucchiomacchio") o per fumigazione.
Secondo la tradizione popolare, la preparazione di tali sostanze, prerogativa prettamente femminile, era affidata a vecchie "janare e 'ngiarme" che se ne tramandavano il segreto di generazione in generazione..Insomma incuriositi? non mi credete?Vi lascio una chicca e ..venite a trovarmi e vedremo insieme questa "misteriosa" Napoli ! ;-)


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Dott. Fabio Comella
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 DISCOVERING NAPOLI
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Email : fabiocomella@alice.it

Se ti interessa questo articolo vedi anche: NAPOLI ESOTERICA

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