..Una delle città più belle d'Italia. Addentrarsi nei luoghi del mito e della storia, gustare la miglior pizza. Meravigliarsi delle antiche città ritrovate di Pompei ed Ercolano. Immergersi nel verde di un parco e visitare una delle regge reali della napoli borbonica.. Questo e altro nei miei itinerari..

CHI SONO


Questo blog nasce come diario in cui racconto le mie esperienze e le mie emozioni nello svolgere il mio lavoro di Guida Turistica della Regione Campania

Il blog per alcuni anni ha funzionato come web site per prommuovere tours & itinerari. Dal 2015 visitare Napoli torna ad essere un blog di attualità partenopea e cede il suo posto al più moderno Sito Web "DISCOVERING NAPOLI" (www.campaniaguidedtours.com ) dove potete trovare tutti i servizi per le vostre visite guidate , eseguite da guide turistiche abilitate e professionisti del turismo

mercoledì 30 dicembre 2015

TURISMO A NAPOLI: Confermata come terza città d'arte subito dopo Roma e Firenze!

Turisti alla piazza del plebiscito


Trecento metri, 300 metri di fila per visitare la cappella Sansevero   che si conferma come il sito più visitato in citta! ma non solo: Napoli batte Milano e l'expò cavallo di battaglia del premier Renzi per il numero di turisti che la manifestazione ha portato alla città lombarda e si conferma subito dopo Roma e Firenze come la città d'arte più  visitata in Italia tra le festività pasquali e natalizie.

La lunga coda per visitare Cappella Sansevero


Esulta l'assessore al turismo  Nino Daniele che ,che dice " : Fino al sei gennaio polverizzeremo ogni record di turisti. Siamo a più 100 per cento rispetto al 2011". Proiezioni confermate dagli albergatori che per i prossimi giorni parlano del 90 per cento di camere occupate. Anche i commercianti segnalano un trend positivo con un incremento dell'otto per cento delle vendite rispetto ai dati del 2014, con punte del 18 per cento per abbigliamento, accessori e strumenti tecnologici. Merito (anche) dei turisti che hanno scelto Napoli come meta delle loro vacanze e hanno trovato anche a Natale monumenti e mostre aperti come il Maschio Angioino, la Ruota dell'Annunziata, San Severo al Pendino in via Duomo, San Domenico Maggiore. E per Capodanno la stima è ancora migliore. Daniele parla di "sold out da tempo nelle strutture ricettive. Si consolida e rafforza una tendenza in crescita già da un paio d'anni. Il 2015 diventa il nuovo anno di riferimento per il turismo a Napoli"

.

Secondo l'esponente della giunta di Luigi de Magistris "abbiamo di nuovo una storica occasione. Non è solo un fatto contingente, spiegabile con terrorismo e conflitti bellici, così come alcuni affermano, ma un miglioramento costante. C'è sicuramente la disponibilità di nuovi flussi ma non era scontato che tra tante possibili mete scegliessero Napoli. L'immagine della città è migliorata, ma soprattutto ha funzionato il marketing dei tanti visitatori che vanno via entusiasti della città, del suo patrimonio storico-artistico, della sua ospitalità. Non siamo più solo un problema per il Paese ma di nuovo una opportunità". Secondo Federalberghi a Natale si è registrato il 37 per cento di occupazione delle camere rispetto al 35 del 2014 ma, aggiungono, a Capodanno la stima è del 90 per cento e c'è la concreta possibilità di raggiungere il tutto esaurito con il last minute." (fonte: repubblica)



Entusiasta è anche il sindaco Luigi De Magistris che chiosa :" Sono passati i tempi in cui Napoli era nei giornali di tutto il mondo per l'emergenza rifiuti. Ora si parla di Napoli per le sue straordinarie bellezze naturali, artistiche e culturali! "

Il museo archeologico di Napoli


Ma cosa vedere in città? come muoversi? Dove alloggiare? Bhè dipende, Napoli è una città molto grande, terza per numero di abitanti e per visitarla tutta...ci vogliono almento 4 giorni pieni!

Per chi è alla prima visita con la città la tappa obbligatoria è il centro antico ossia i Tre decumani
che sono un concentrato di chiese, palazzi e strutture che spaziano dall'epoca greco-romana fino ai primi del XVIII° secolo. Ma il concentrato di arte non finisce lì e si estende e combina con lo splendido paesaggio del lungomare, prospicente l'area monumentale che include i due castelli, la galleria Umberto e il palazzo reale.  Ma per chi è già stato svezzato dalla città partenopea? Bhè sono tanti i siti e gli itinerari insoliti . Del napoletano fanno parte anche i campi flegrei che seppur non molto famosi sono zone stupende dal punto di vista paesaggistico e archeologico

Il lago miseno


Visite guidate e tour per i vari siti inoltre possono essere richiesti qui

E il cibo? Quello merita un capitolo a parte ! (clicca qui per leggere )

Passiamo agli spostamenti : Scordatevi la macchina! Napoli è caotica e le strade  non  sono molto larghe. Migliore strumento quindi è il trasporto pubblico come funicolari e metropolitane  che seppur presentano delle pecche (i treni possono passare anche ogni 12 minuti)  sono quelli più funzionali e che coprono l'intera città .A proposito di metropolitana, non si può non menzionare la metrò dell'arte !

Per l'alloggio di solito si tende a scegliere l'area della stazione  perchè più economica e  vicina allla circumvesuviana ,il treno che collega Napoli a Pompei  e la costiera sorrentina . Personalmente , ritengo ahimè, la stazione una delle aree più fatiscenti di Napoli e quindi suggerisco di fare un piccolo sacrificio di tempo, allungarsi  e trovare alloggio altrove cioè nel centro o al vomero per chi preferisce stare in una zona un pò più tranquilla e meno caotica  e magari visitare anche questo quartiere borghese famoso per lo shopping il castel Sant'Elmo, la  certosa di San Martino  e il museo di ceramiche (da non confondere con quello di porcellane di capodimonte) della villa Floridiana.

Fabio Comella -Guida turistica abilitata per la regione Campania

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lunedì 28 dicembre 2015

THE GUARDIAN RECOMANDS NAPLES FOR YOUR WINTER HOLIDAYS!



the seaside of Naples with the whited Vesuvius at background

 LEGGI L'ARTICOLO IN ITALIANO clicca qui

Hi there,

It seems the britsh newspaper "the guardian" is really crazy about Naples!

A new article was writen  by the reporter Nicky Shallow which in recomand Naples for the winter season!

Here is what he says in its journal :

" As fascinating as it is contradictory, ravishingly beautiful yet dilapidated and chaotic, Naples makes a brilliant winter break destination. It enjoys a mild, southern climate and a matchless natural setting on a wide azure bay, with the brooding bulk of Vesuvius, the Sorrentine peninsula and Capri on the horizon. World-class monuments, some of the best food in Italy, a vibrant street life and a thriving contemporary art scene increase its appeal and, in the period leading up to Christmas, the city is at its most extrovert. Still central to any Neapolitan natale (along with the food, such as Christmas rococo cakes) is the centuries-old tradition of the presepe, or nativity crib, which sees crowds elbowing their way along the Spaccanapoli (the arrow-straight road that splits the ancient centro storico in two) en route to narrow Via San Gregorio Armeno to stock up on tiny figurines, some with moving parts, for their home cribs.

the little figures to decorate the cribs


Italy’s third-largest city is looking better than it has in a long time. The piles of rubbish are gone, and traffic has been banned from much of the Lungomare (seafront) and large swathes of the centre. The completion of the metro system is in sight and the remodelling of the Piazza Garibaldi and Piazza Municipio areas, that has brought traffic to a near standstill in recent years, is almost finished. Moreover, private initiatives are seeing crumbling monuments spruced up, gardens tended and long-closed sights, such as the Cimitero delle Fontanelle and the church of Santa Maria del Purgatorio ad Arco, opening to visitors once again. Naples has often been dubbed Italy’s most underrated city, but that is changing. Tourist numbers are on the rise, so get there soon.

What to see and do

Subway art stations





Many of Naples’ treasures are below street level, not least some of the most impressive metro stations in the world. The first “art station” opened in 2001, but the ambitious idea for a public art project in the underground system dates from the late 1980s. The 11 stazioni to date have involved both emerging local artists and architects and major international names. The most recent openings are Oscar Tusquets Blanca’s 2013 Toledo stop, with its eye-popping escalator descent under the towering Crater de Luz mosaic, and Karim Rashid’s 2011 Università, a joyous riot of youthful bubble-gum colours, psychedelic designs and mirrors. Municipio, inaugurated in June, is a work-in-progress: completion has been delayed by the discovery of Roman remains (including several ships) on the site.
anm.it, 90-minute metro ticket €1.50; all the art stations are on Line 1; start at Garibaldi and head towards Piscinola 


"università station" is the number 7 in Europe.



 Rione Sanità
A Miglio Sacro (Holy Mile) walking tour of the earthy, densely populated Sanità district (so-named because of its “healthy” location outside the city walls) offers an insider’s take on one of Naples’ most evocative neighbourhoods. The company also offers tours, enthusiastically led (also in English) by young locals, taking in hidden gems, such as the early Christian catacombs of San Gennaro and San Gaudioso, Ferdinando Sanfelice’s magnificent Palazzo dello Spagnolo with its “flying staircase”, and the vast Cimitero delle Fontanelle, a mass burial ground that holds the bones of an estimated 40,000 people, many of them victims of the 1656 plague. En route, you’ll pass narrow lanes crisscrossed with washing lines, lively street markets and glorious but dilapidated palaces and will come away with a sense of having seen something a bit different.






The archeological museum  

If you only visit one museum in Naples, make it this. The Farnese family’s peerless haul of ancient Greco-Roman art and artefacts forms the core of the collections, which are housed in a vast, 17th-century former university building. The labelling is almost non-existent and the lighting is poor, but nothing can detract from showstoppers such as the colossal Farnese Bull, the pumping-iron Hercules and the pair of powerful tyrant killers – all Roman copies of early Greek sculptures. Of the collections on the upper floors, best are the exquisite mosaics from Pompeii and Herculaneum and the saucy ancient erotica in the Gabinetto Segreto, plus the bronzes from Villa dei Papiri in Herculaneum, among which the five female dancers and pair of lean athletes, poised for flight, are standouts.
 closed Tues, €8, free for under-18s and on the first Sunday of each month


the sundial room of the museum is the largest in Europe!


Mercato di Porta Nolana For a taste of Neapolitan street theatre in the raw, leave your valuables at home and head to the sprawling, chaotic Porta Nolana market, which takes place daily around this 15th-century gateway. Although you can buy anything here from pirated DVDs and computer software to fake Prada bags and multipacks of socks, locals come to haggle over some of the best and freshest fish and seafood in Italy. Against briny smells of the sea and the incomprehensible bellowing of the vendors, stall after laden stall offers every kind of sea creature imaginable: shiny eels, squirting clams, fat prawns, vast hunks of swordfish, leathery strips of salt cod and inky, slithery squid.
OplontisThe little-visited archaeological site of Oplontis, on the coast 30km south of Naples, is usually passed up in favour of Pompeii and Herculaneum, although they were all buried in the same 79AD volcanic eruption. Now 10 metres below street level in the modern suburb of Torre Annunziata, the massive villa complex is believed to have belonged to Nero’s second wife, Sabina Poppaea, she of the baths of ass’s milk. The villa is notable for the second-Pompeiian-style wall paintings that still decorate the once-sumptuous rooms.
Take the Circumvesuviana train from Naples to Torre Annunziata, open daily, €5.50 including nearby Stabiae and Boscoreale


Where to eat

La Stanza del Gusto 

Trailblazing chef Mario Avallone pioneered contemporary Neapolitan cuisine in the mid-1990s with his first, tiny, Stanza del Gusto. Passionate about local, properly sourced ingredients, he now works in a colourful, two-level space near Piazza Bellini, where the menu showcases the best the region has to offer. Pop into the ground-floor wine bar for a platter of local cheeses, a pane cunzato (a kind of open sandwich, from €6) or the two-course menu lavoro (€13 with wine, coffee and water), or settle in for a more relaxed meal upstairs, maybe salt cod tempura with papaccelle (baby peppers) or lamb tagine (mains from €14).
Via Costantinopoli 100, , lastanzadelgusto.com, closed Sun eve




Friggitoria Vomero
One good reason to take the trundling funicular railway up to the leafy Vomero district is to visit the Certosa di San Martino monastery complex. The other is the Acunzo family’s old-fashioned “frying shop”, just opposite Piazza Fuga station. Bite-sized, deep-fried goodies that come crackling fresh from vats of sizzling oil from 11am include zeppole (small doughnuts), lightly-battered vegetables, panzerotti (fried savoury turnovers stuffed with tomato and cheese) and arancini. At 20 cents each, you can afford to try them all.
Via Cimarosa 44, closed Sun 

 
fried potatatoes and fried pasta are the neapolitan street food



Trattoria Castel dell’Ovo
Borgo Marinari, the old fishermen’s quarter at the base of the Castel dell’Ovo island fortress, is a pretty spot for a meal, but most of the restaurants here are overpriced and underwhelming. Not so no-frills Trattoria dell’Ovo, where fresh fish and seafood goes into dishes such as spaghetti alle vongole (€10) or braised purpetielli (baby octopus, €9), golden-fried anchovies (€5.50) and grilled calamari (€10). A jug of the chilled house white (€3 for half a litre) washes it all down nicely, and you can sit and eat on the quayside. 


the fishing village around the castel with many restaurants


Where to drink

Enoteca Belledonne




An enduring favourite on the Chiaia drinking circuit and popular with young professionals, this relaxed and refreshingly un-hip, brick-vaulted wine bar stands out in an area where bars open and close again before you can say “spritz”. There is an excellent choice of keenly priced wines by the glass, plus snacks like bruschetta and platters of cheese and meats.
Vico Belledonne a Chiaia 18, enotecabelledonne.com, open daily




Ba-bar
A laid-back, cafe/bistro/bar hybrid with a candlelit, French vintage-look interior, Ba-bar is in the upmarket Chiaia neighbourhood and is a pleasant place for morning coffee or lunch. Things liven up at aperitivo time, when great cocktails are accompanied by nibbles from the bar and soft, jazzy sounds that crank up as the evening progresses. The basement kitchen turns out salads (from €8) burgers, carpaccio and pasta dishes, and there are board games and books, plus a big screen for sports events should conversation falter. "






The article continues with other places where to stay and where to eat pizza

Fabio Comella, licensed Tour Guide in Naples and region Campania

DISCOVERING NAPOLI
Guided tours
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NAPOLI E LA STAMPA BRITANNICA: THE GUARDIAN



READ THE ENGLISH TRANSLATION CLICK HERE


Di articoli scritti dalla stampa inglese e americani sono stati già postati su questo blog e sono solo alcuni dei tanti che tuttavia passano in sordina. Forse per questo il quotidiano inglese "The Guardian" ci riprova e scrive di Napoli come meta ideale per le vacanze invernali. Vediamo un pò cosa dice :

" La più grande città del Sud d'Italia è stata "lucidata" splendidamente - senza perdere il suo fascino anarchico - e ora è la scelta ideale per una vacanza invernale.
San Gregorio Armeno
Per quanto affascinante quanto contraddittoria, meravigliosamente bella ma fatiscente e caotico, Napoli è una meta invernale brillante. Gode di un clima mite del sud e un ambiente naturale ineguagliabile su un'ampia baia azzurra, con il grosso meditabondo Vesuvio, la penisola Sorrentina e Capri all'orizzonte. Monumenti di fama mondiale, alcuni dei migliori prodotti alimentari in Italia, una vita di strada vibrante e una scena artistica contemporanea fiorente nell'aumentare del suo fascino e, nel periodo che precede il Natale, la città è al suo momento più estroverso. Ancora al centro di qualsiasi natale napoletano (insieme con il cibo, come torte, rococò di Natale) è la secolare tradizione del presepe, o natività presepiale, che vede folle sgomitarsi per strada lungo la Spaccanapoli (la strada freccia dritta che divide il antica storico centro in due) in rotta verso Via San Gregorio Armeno per fare scorta di minuscole figurine (pastori ndr), alcuni con parti in movimento, per i loro presepi domestici.

Terza città più grande d'Italia è alla ricerca di un immagine migliore di quello che aveva in un tempo lontano. I mucchi di spazzatura se ne sono andati, e il traffico è stato vietato di gran parte del Lungomare e ampie zone del centro. Il completamento del sistema di metropolitana la ristrutturazione delle aree di Piazza Garibaldi e Piazza Municipio, che ha paralizzato  il traffico in questi ultimi anni sono terminate. Le iniziative private stanno vedendo monumenti fatiscenti che sono stati ripuliti, giardini curati e di lunga chiusi come luoghi d'interesse ad  come il Cimitero delle Fontanelle e la chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco (per visite guidate  clicca qui ndr). Napoli è stata spesso soprannominata città più sottovalutata d'Italia, ma che sta cambiando. Il numero dei turisti è in aumento..."
Di seguito promuove alcuni luoghi ed attività private da visitare assolutamente:
  • La stanza del Gusto 








  •   La Friggitoria Vomero

  







  • Castel dell'Ovo 
  •  
     










  • La Cantina


  • Pizzeria Starita 








  • Ba-Bar 



     
     
     
    Fabio Comella- Guida turistica abilitata nella regione Campania 
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venerdì 25 dicembre 2015

NAPOLI E IL SUO CIBO. La cucina napoletana tra innovazione e tradizione




In periodo di feste, si sa il grande protagonista è proprio il cibo.
E allora andiamo a parlare della cucina napoletana , di street food e le varie prelibatezze che si possono gustare nella capitale partenopea.

La cucina napoletana ha antichissime radici storiche che risalgono al periodo  greco romano si è arricchita nei secoli con l'influsso delle differenti culture che si sono susseguite durante le varie dominazioni della città e del territorio circostante. Importantissimo è stato l'apporto della fantasia e creatività dei napoletani nella varietà di piatti e ricette oggi presenti nella cultura culinaria
partenopea.
In quanto capitale del regno, la cucina di Napoli ha assorbito anche gran parte delle tradizioni culinarie dell'intera Campania, raggiungendo un giusto equilibrio tra piatti di terra e piatti di mare.

Tuttavia è nel 1700 che a Napoli compaiono i quattro ori: oro nero, il caffè  ,oro giallo, l'olio. oro bianco, la mozzarella e oro rosso, il pomodoro . Gli ultimi tre poi creeranno capolavori come la pizza margherita e gli spaghetti al sugo!

 Quest’anno poi la celebre Guida Michelin ha assegnato proprio a Napoli ed alla Campania il più alto numero di stelle Michelin in Italia. Con l’ambito riconoscimento sono stati premiati ben 5 chef di Napoli e dintorni che possono vantare ben due stelle e altri 15 chef sono stati incoronati con una stella. E questo solo nella provincia, perché se si guarda all’intera regione, la Campania, con ben 37 ristoranti stellati, è al secondo posto della classifica nazionale dopo la Lombardi

Ma Napoli non è solo ristoranti e trattorie ma anche  il tanto criticato street food di cui  distinguiamo quello tradizionale e quello moderno: Zeppole  e panzarotti ossia  crocchè di patate, arancini e pasta cresciuta. Ma poi anche pizzette frtte, ripiene, graffe, roccocò e taralli , sfogliatelle e babà. Da non dimenticare la trippa e il cuoppo di pesce, sempre da asporto!

E poi ancora il cibo"  importato"  che pure ha avuto un discreto successo come le patatine fritte di alcuni franchising come chipstars o hot dogs , pita e kebabs!



























E la pizza? Regina indiscussa della nostra alimentazione merita un capitolo a parte!



Fabio Comella- Guida turistica abilitata nella regione Campania

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rocchè di patate, paste cresciute, arancini e molte altre - Tutte le info su: http://www.napolike.it/street-food-napoli
Crocchè di patate, paste cresciute, arancini e molte altre delizie fritte. - Tutte le info su: http://www.napolike.it/street-food-napoli
Crocchè di patate, paste cresciute, arancini e molte altre delizie fritte. - Tutte le info su: http://www.napolike.it/street-food-napoli
Crocchè di patate, paste cresciute, arancini e molte altre delizie fritte. - Tutte le info su: http://www.napolike.it/street-food-napoli
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venerdì 4 dicembre 2015

NATALE A NAPOLI 2015 : Ottime notizie!



Allestimenti natalizzi nella zona di chiaia


Sono di questi giorni gli ultimi dati statici sul flusso turismo in Campania e in particolar modo sul capoluogo partenopeo, Napoli.

il centro storico più grande d'Europa, riconosciuto dall'unesco ormai è letteralmente preso d'assalto!

Basta superare la piazza del Gesù, che convenzionalmente dà inizio all'area greco romana del centro antico per rendersene conto.  La metà più gettonata è sicuramente San Gregorio Armeno, la via dei presepi ma poi è inevitabile fermarsi in una delle tante chiese barocche o gotiche  i disporsi in fila per acquistare una pizza al portafoglio e altre lecornie.

Secondo Trivago " Per il ponte dell’Immacolata gli italiani preferiscono le città d’arte, che occupano ben 14 posizioni nella top 20 mete più ricercate sul motore di ricerca di hotel trivago.it. A dominare la classifica delle destinazioni più ricercate per il lungo ponte dell’8 dicembre è Firenze, seguita da Roma nonostante le attese dell’apertura del Giubileo. Milano perde la terza posizione dello scorso anno lasciando spazio all'avanzata di Napoli"

Nella stessa regione Campania , tra i tanti poli attrattori oltre alle famosissime e super visitate Ercolano e Pompei c'è pure Salerno con le sue luci d'artista, altrettanto congestionato dai numerosi visitatori.
Il " pieno di turisti nel ponte festivo dell'Immacolata, grazie alla politica dei prezzi bassi praticata da alberghi e Bed & Breakfast che richiama sopratutto gli stranieri, calcolati nel 65% del totale delle presenze.
Il 5 dicembre camere occupate al 65%, sui livelli del 2013. Si allunga il dato della media dei pernottamenti, tre notti, rispetto alla media annuale (1,7%). Oltre 50 mila i passeggeri in arrivo all' aeroporto di Capodichino ed altrettanti alla Stazione centrale. Le strette strade del centro antico, la Napoli greca, sono quasi  ai limiti della capienza.  Nella strada dei Presepi, si fa fatica ad entrare. I pastori in terracotta, attualizzati con personaggi della cronaca e visitatori illustri delle botteghe artigiane, da un Benitez a grandezza naturale a Carlo di Borbone, tengono rispetto alla concorrenza cinese dei prodotti in plastica.
San Gregorio Armeno.


Il 7 dicembre, grazie all' ingresso gratuito disposto dal Mibact, boom di presenze per il museo di Capodimonte che ospita una Mostra su Vincenzo Gemito e per gli Argenti del Museo di San Gennaro, annesso alla Cattedrale. Esulta l' assessore Nino Daniele: «siamo in controtendenza rispetto agli indici nazionali»." (fonte il mattino)



Tutto ciò non può far altro che giovare all'economia locale grazie all'indotto che il turismo muove (bar, ristoranti, operatori museali, guide e accompagnatori turistici) . Napoli insomma conquista e finalmente, il degno posto che le spetta insieme a Roma e Firenze. Una città che può  offrire di tutto, dal punto di vista artistico, archeologico paesaggistico e enogastronomico!


Fabio Comella -Guida turistica abilitata nella regione Campania


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domenica 22 novembre 2015

I MERCATINI DEL NATALE 20015 A NAPOLI

 


" Il legame tra la tradizione del Presepe e Napoli è cosi esclusivo che il termine “presepe napoletano” indica ormai una realtà a sé.
Il presepe napoletano vanta tra le sue statuine non soltanto i personaggi classici, Santa Famiglia, magi, pastori e figuranti dei mestieri, ma la rappresentazione, spesso caricaturale, di personaggi famosi del passato e del presente, così che è facile trovare nei Presepi di Napoli, un connubio unico tra sacro e profano.
Entrare a far parte dei personaggi del presepe napoletano è una meta ambitissima per personaggi dello spettacolo, della politica e dello sport.
La via del presepe a Napoli e Via San Gregorio Armeno a Spaccanapoli. Qui si susseguono botteghe specializzate nel presepe, all’interno delle quali è possibile trovare di tutto: dalle statuine classiche agli accessori per creare il presepe animato, dalle caricature dei personaggi famosi, Toto’ e Maradona in testa, al moschella, statua di pastore dalle dimensioni e misure diverse

San Gregorio Armeno la via dei presepi

Il Mercato Natalizio di Napoli ha quindi una caratteristica unica: è aperto tutto l’anno, dato che non si tratta di un mercato temporaneo, formato di banchi e stand, ma di una vera e propria zona della citta dedicata al Natale. Foto dei mercatini di natale possono essere viste cliccando qui


La citta di Napoli e ricca di bellezze artistiche e paesaggistiche e quella del Mercatino di Natale puo essere un’ottima scusa per visitare la citta nel suo insieme.

Una visita d’obbligo e quella alla Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, dove sono custoditi gusci di noce al cui interno sono ricostruiti minuscoli presepi." Per chiedere un tour nella città di Napoli o unirsi in visita con altre persone clicca qui  

Altri mercatini ancora infine, si trovano nel quartiere vomero, in via scarlatti vicino al castel S.Elmo e la certosa di San Martino
e ai giardini di via Ruoppolo.  
Un'altra kermesse molto bella da vedere e sempre a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta (quello dello stadio San Paolo) è il "Santa Claus Village" che quest'anno si terrà alla mostra d'oltremare.
Il Villaggio di Babbo Natale, tra i più grandi della regione, farà vivere ai visitatori la magia del Natale dal 28 novembre al 20 dicembre 2015 in un’area di 5000mq all’interno del padiglione 10 della Mostra.
Come ogni anno infatti, sarà ricreato un vero e proprio Villaggio con numerose aree a tema, una sorta di città con Papà Natale ed i suoi elfi, oltre a tanti altri piccoli originali abitanti.

I bambini, ma anche i più grandi, potranno divertirsi a scoprire come Babbo Natale costruisce i giocattoli che regalerà durante la notte del 25 dicembre, ma anche salire su una fantastica slitta e addirittura convertire i propri soldi nella moneta del villaggio. Tutte attività imperdibili ed indimenticabili. Qui sotto la locandina e i contatti della kermesse :


Leggi i mercatini del natale 2016 QUI

Fabio Comella  guida turistica regione Campania
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venerdì 30 ottobre 2015

DA VERONA E MESTRE A NAPOLI: Esperienze e considerazione di qualche veneto...


Fabio Porzelle Blogger veneto

"Sogno di  vivere a Napoli" così dice  Fabio Porzelle, ex operaio metalmeccanico e sindacalista

Per lui non può "esistere rinascita del nostro paese, senza una rinascita di quella parte dell’Italia che convenzionalmente chiamiamo sud o meridione». E Napoli «è una metropoli che sta vivendo un momento di grande fermento culturale» che può fare da traino per la “ripartenza” del sud"

Porzelle invita anche ad "abbattere convinzioni e stereotipi sul sud" .  

Stereotipi poi abbattuti da Chiara Foffano veneta anche lei, di mestre che si trova a Napoli per questioni di lavoro.
Chiara  si fermerà cinque giorni, si aspetta di vedere la spazzatura che le dicono ci sia. Vuole forse capire se "Gomorra" è una fiction o è una realtà. Ingaggia quindi una guida turistica abilitata e le si apre un mondo...Ecco le sue impressioni! :



“Ho viaggiato uno stivale intero senza aspettarmi nulla. Fino a che trovandolo, ho trovato tutto: ‘o Vesuvio. Con lo sguardo percorro la sua figura: bruna come la sua pietra e la sabbia che lo accompagna a mare. La foschia della strada me lo nasconde un po’, ma impossibile è non cercarlo. [..] Napoli è senza confini e senza frontiere. Le porte qui non servono chiuse. La gente va e viene e non ha paura dei cambiamenti. Vita è, qui, guardare avanti senza mai fermarsi troppo sullo stesso passo. Non c’è il lavoro fisso come non c’è un giorno fisso o un orario fisso. Di fisso ci sta solo ‘o Vesuvio e se si muove lui, il destino già sta scritto”.
Napoli per Chiara è vita, esuberanza, abbondanza: “Napoli è più vicina all’africano che al veneto, perché è solidale, non perché è terrona. Della pelle nera non ha compassione, perché è la sua. Napoli viene dall’Africa, dalla Grecia, dalla Spagna. Napoli viaggia da sempre, tutto ha dato e tutto ha lasciato. Pregiudizi e giudizi inclusi. E’ una città di occhi e non di sguardi. Napoli non ti osserva, ma ti guarda. Napoli è fuoco, nella parola, nello spirito e nei passi, che siano di ballo o di calcio. Napoli è esuberante come una donna formosa che si che veste di lustrini. E se ne frega, in tutto e di tutto. Fa a modo suo, nulla ha da perdere e nulla ha da invidiare. Napoli abbonda, anche nella ciccia, nella mozzarella, nella pizza, nel pesce crudo e nel vino. 


Non c’è omertà ma leggende, pettegolezzi, verità. Tutti sanno”.
In soli cinque giorni Chiara Foffano ha imparato a conoscere Napoli e a capire che qui non c’è solo camorra o spazzatura. Ancora una volta la bella Partenope è riuscita a conquistare il cuore di chi era arrivato con un bagaglio carico di luoghi comuni: “Napoli non ti costringe ad incontrarla almeno una volta nella vita. Ci capiti quasi per caso, perché è il caso il padrone della festa. E una volta che entri nei suoi salotti, nei suoi marmi e nella sua storia, ti chiedi cosa sai di lei realmente a parte la monnezza, la camorra e Roberto Saviano. Napoli è un esempio di città che insegna. Ma noi, poi, impariamo?”.

Impariamo si chiede Chiara? Bhè è quello che dobbiamo cercare di fare sempre nella vita.
E su Napoli poi, c'è tanto da sapere e scoprire!

Fabio Comella Guida turistica regione Campania

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venerdì 23 ottobre 2015

NAPOLI CRIMINALE? Il RACCONTO

 




Io credo che Napoli sia l'unica città in Italia che non abbia mai smesso di far parlare di sè,nel bene e nel male. Fiumi e fiumi di parole, poesie, romanzi  , si accavallano insieme alle moderne trasmissioni televisive, fictions e i diversi report dei tg.

Oggi ho "scovato" Cristian Martini Grimaldi. Giornalista e scrittore che ha vissuto in america, Korea e Giappone . Cristian attualmente scrive per l'osservatorio romano e per il "Messaggero" dall'Asia.

Cristian (se posso prendermi la confidenza di dargli del tu) non era mai stato a Napoli. Non è obbligatorio andarci e a non a tutti capita la giusta occasione, ma soprattutto Cristian si è fatto fuorviare... Cedo quindi il posto al suo racconto ,buona lettura e come sempre : open up your mind! ;) Fabio Comella. Guida turistica regione Campania

"Digita su google Napoli pizza (ovvero il primo dei suggerimenti proposti da Google) otterrai 24 milioni e mezzo di risultati. Ora digita Napoli criminalità: 650.000 risultati. Una cifra quaranta volte inferiore. Ma se anche internet certifica questa distanza nei numeri allora perché, nella vox populi, la criminalità è diventata il connotato simbolo della città non solo in Italia ma anche all'estero?
No, non c'entra niente Gomorra. Nessun napoletano di buon senso si lamenterebbe di una fiction che fa circolare il nome di Napoli nel mondo quale location di un racconto noir di successo. E comunque all'estero, mi riferisco alla sola Asia, non la conosce nessuno. Piuttosto sono le notiziole di cronaca, quelle che pretendono di raccontare fedelmente la realtà di ogni giorno, a varcare i confini di casa nostra tanto da arrivare persino in estremo oriente: sono queste le gocce cinesi che rinforzano il pregiudizio della "Napoli criminale" (esiste tutto un genere giornalistico specializzato nella diffusione di cliché: le stravaganze giapponesi, il malaffare cinese, le americanate!).

Il lungomare di Napoli

Una sparatoria a Scampia, un'esecuzione a Torre del Greco, il passante ferito dal baby-killer. E allora ti capita di chiedere a dei passanti giapponesi poggiati sul parapetto di Castel dell'Ovo e come minimo ti aspetti che se la diano a gambe levate per paura di un taccheggio. E invece non solo ti ascoltano ma cosa ti dicono?
"Avevamo prenotato tre giorni a Roma e solo uno a Napoli, intimoriti da quello che si legge sui giornali. Ci siamo pentiti". Perché è presto detto. Provate a fare un giro per la stazione metropolitana dell'Università a Napoli e poi passate per quella di Bologna a Roma (zona universitaria), dal confronto ne viene fuori tutto un nuovo significato per l'espressione "mind the gap!": pulizia, calore, colore e fantasia nella prima, sudiciume e puzzo nella seconda.
Una ragazza coreana che passeggia per il lungomare sbotta: "Qui a Napoli mi si rivolgono senza secondi fini, a Roma sono socievoli sono solo nella misura in cui sei attraente o un turista pollo da spennare. Spesso a Roma mi fermano per strada signori anziani, mi chiedono da dove vengo, ma è solo una scusa per attaccare bottone, qui a Napoli è diverso, mi si rivolgono perché realmente curiosi, una curiosità umana, non quella falsa che finisce sempre con 'allora mi dai il contatto di Facebook?'".
 Mi dirigo ad Ercolano che in questi giorni è stata sommersa da un'altra valanga incandescente, ma questo magma corrosivo, non viene dal Vesuvio alle spalle ma dalla cronaca nera sparata a raffiche piroclastiche da tutti i media italiani: la reazione di difesa di un gioielliere di Ercolano che uccide i rapinatori.
Scendo dalla stazione dei treni e per istinto - un istinto di sopravvivenza, genuino frutto di un condizionamento mediatico - mi guardo immediatamente le spalle. Noto un tizio dall'aria losca che pare seguirmi, tira fuori dal taschino una... rivoltella? No, è un accendino. Solo un falso allarme?
Meglio non rischiare, mi fermo e lo lascio passare. Quello si mette spalle al muro e si accende la sua sigaretta. Gli passo davanti col timore di venir strattonato per un braccio e condotto in un sottoscala buio per esser lasciato in mutande. E invece con mio grande stupore quello neppure sembra notarmi. Se ne sta lì a fumare.
La cosa inaudita è che riesco perfino ad arrivare a metà strada di via IV Novembre, la via principale che dalla stazione conduce agli Scavi, senza che nessuno abbia provato a gambizzarmi. 
 
Gli scavi archeologici di Ercolano


Mi fermo. I motorini mi sfiorano. Ma chi ha detto che a Napoli non portano il casco? Ce l'hanno tutti. Mi convinco che lo facciano non tanto per mettersi a posto con la legge, visto che a Napoli, si è sempre detto, nessuno si sogna di rispettarla, ma con la coscienza. Non la coscienza comune ovviamente, ma quella del bandito di strada. Il casco garantisce anonimato: sotto quei caschi si può nascondere chiunque. È tutto chiaro ora. Aspetto quasi con trepidazione il momento in cui una mano farabutta si allungherà da un motorino per fottermi il sacco. Faccio avanti e indietro per la via, sporgo perfino un poco dal marciapiede per fargliela più facile. Nulla. C'è perfino un centauro che invece di tagliarmi la strada come succede puntualmente a Roma mi dà la precedenza mentre accenno ad attraversare la strada. Mi convinco: è proprio il segnale che c'è qualcosa di sinistro sotto! Deve essere tutto un complotto per meglio raggirare il turista fesso dandogli false sicurezze.
Mi dirigo verso un chiosco. Un tizio sulla cinquantina serve caffè a una coppia di americani. Sorrido amaramente nell'immaginare il ricarico che ci sarà su quei due caffè. Mi avvicino per godermi da vicino il furfante, nell'estemporanea veste di barista, mentre ''taglieggia'' la povera coppietta di turisti d'oltreoceano. Due caffè, un euro e quaranta?! Che abbia beccato l'unico onesto di tutta Ercolano!
Faccio venti passi e ordino un caffè a un bar all'angolo, proprio di fronte l'entrata degli Scavi. Sono il perfetto turista da spremere, inflessione romanesca e zaino in spalla. Prendo cornetto e caffè. Mi aspetto come minimo quattro euro (il paragone lo faccio con i bar di fronte piazza Venezia a Roma). Il conto? 80 centesimi il caffè un euro il cornetto.
In preda al panico di un cliché che non mi riesce in alcun modo di corroborare, anzi mi si sta letteralmente sbriciolando fra le mani, riprendo immediatamente il treno per Napoli. Vado in centro. Entro in un bar di via Toledo, cioè a due passi da piazza del Plebiscito. Chiedo una spremuta di arance. Osservo con diffidenza il cameriere mentre afferra il bicchierino che contiene due dita di succo di arancia - bicchiere che sta lì a raccogliere gli scoli della macchina per le spremute - e mi aspetto che la broda rancida vada a finire nel mio ordine. E invece il tipo che ti fa?
Scosta il bicchiere e fa fare alla macchinetta due giri di spremute fresche! Io abituato ai bar di piazza della Repubblica a Roma dove il cameriere ti dà le spalle per coprirti la visuale mentre allunga con acqua la mezza arancia rinsecchita che ti serve al posto di quella fresca che hai ordinato mi ritrovo perso, disorientato. Non so più a quale stereotipo aggrapparmi. A me han sempre detto che i napoletani ti fottono! Sta attento che ti fottono! Sono stato a Napoli e mi è andato tutto bene? Non un taccheggio, un furtarello, uno scippino? Due domande nascono ora spontanee: ma che razza di napoletani ho incontrato?

La centrale via Toledo, una delle vie dello shopping

L'altra è: che razza di napoletani ci raccontano i media? Nel tornare a Roma ho capito qual era la domanda giusta da farsi. E già che ci sono mi scuso con i napoletani perché da anni vado raccontando che la linea di costa con lo sky-line più bello del mondo ce l'ha Hong Kong. Finché non ho visto il golfo di Napoli dal sedile del piccolo bus 140, l'autobus che da Posillipo scende a Mergellina e poi dritto fino a piazza Vittoria. Napoli criminale? ... è tutta invidia. Altroché." Cristian Martini Grimaldi.

La vista del Golfo dalla certosa di San Martino.


Dalla testimonza su carta stampa  di un romano spostiamoci a quella televisiva di una coppia di Livorno che mentre erano seduti a un bar nella via dei pastori vengono intervistati da un inviato della trasmissione di "Porta a porta". Alla domanda  cosa pensano dei napoletani la risposta è : "Non è proprio come ci avevano detto, dicono che i napoletani sono mariuoli. Invece so tutti buoni”

Per vedere la puntata in questione di porta a porta incentrata su Napoli clcca qui





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lunedì 14 settembre 2015

VINCENZO SALEMME E IL CAFFè A NAPOLI



"Mercoledì scorso, mentre ero in giro per scegliere i luoghi delle riprese del mio prossimo film, mi è capitato di entrare in un bar piccolo piccolo e un po’ nascosto in uno dei tanti vicoletti che sbucano sul bellissimo porto di Pozzuoli. Ho chiesto un caffè al signore che se ne stava silenzioso dietro il bancone. Senza che glielo specificassi, lo ha fatto gocciolare molto lentamente dalla macchina nel bicchierino di vetro, di quelli con la base circolare sfaccettata (io lo prendo preferibilmente in tazza).
Quando me lo ha servito, mi è sembrato al primo sguardo, corposo e della lunghezza perfetta. Altrettanto perfetto alla prova dello zucchero, rimasto sospeso per il tempo giusto e, dopo aver ceduto alla forza di gravità, calato lentamente sul fondo come se affondasse in una tazzina di crema al cioccolato. Non restava che assaggiare: delicato ma con personalità, caldo senza eccesso, aromatico e senza il retrogusto amaro della tostatura che tende al bruciato.



"Veramente squisito!", ho detto. Ed è a questo punto che l’uomo del caffè mi ha fatto sentire la sua voce, una voce insospettabilmente timida. Le sue prime parole mi hanno stupito davvero. "Perché è fatto con amore!", ha sussurrato. Quell’uomo apparentemente così rude, poco incline alla cura del proprio aspetto (non intendo sporco o malvestito ma semplicemente incurante delle apparenze), aveva rivelato in una sola frase tutta la gentilezza del suo animo.
Lo so che sembra banale, lo so che è una frase troppo abusata, ma in questo caso è stato diverso. Perché a pronunciare quella frase non è stato uno dei tanti fanfaroni che ci riempiono la testa con tante promesse e buoni propositi, ma un uomo semplice che non vuole fare altro che il proprio lavoro.
E che vuole essere apprezzato perché quel suo lavoro lui lo svolge al meglio e con amore. Non una passione “narcisa”. Perché lui il caffè lo fa per il cliente e se il cliente è contento, lui sa di avere utilizzato al meglio il suo talento.
A me sembra che troppo spesso l’ansia di raggiungere una posizione di rilievo, in qualsiasi ambito sia chiamato a cimentarsi il nostro ingegno, ci fa dimenticare il vero scopo del nostro talento. Troppo spesso il nostro traguardo non è il lavoro che dobbiamo svolgere ma le conseguenze di quel nostro impegno, che sia il danaro o il potere o la vanagloria.
Quello che mi ha insegnato quel signore dietro il bancone di quel piccolo bar è che quando preparo un film o una commedia, ciò che mi deve guidare è soltanto il mio talento (grande
o piccolo che sia, non importa).

Non importa che il film o la commedia siano perfetti. Ciò che conta è che mi rappresentino. E questo vale per tutti. Che si debba fare un caffè o un film o un taglio di capelli, l’importante è che lo si faccia semplicemente, forse banalmente, con amore."

Bevendo caffè nella Galleria Umberto di Napoli


Fonte "La repubblica"

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domenica 6 settembre 2015

COME IN ITALY AND YOU'LL FALL IN LOVE OF ...



PIZZA!

My researches about the reputation of my city  abroad continue and today I've descovery a new web site : "lorisorrentino Fotography" (lorisorrentino.com) writen by an american photographer.

Although she's intrested in art, landscapets she's falled in love with ...pizza and italian food and it seems Naples is the right city for all of it!

Here is what she has writen on her website :

"Please don’t eat pizza when you're in Italy. Honestly. Because unless you stay, it will only break your heart.

If you love to travel, at some time in your life you’ll likely visit Italy - land of romance, sexy Italian accents, comforting food smells on the breeze like Sunday dinners at home. There’s something intoxicating about the juxtaposition of Italy - an everyday scene played out against ancient backdrops from centuries ago.

And the food. Oh, the food. More than anything, I remember the lovely dinners and delicacies I gobbled up when I was there (tried to savor because I knew it wouldn’t last). Pasta, some homemade and some not, though their homemade isn’t the same as our homemade. A common dish I fell in love with in Naples was spaghetti with cherry tomatoes, spaghetti con pomodori ciliegini, a simple dish of meaty sautéed cherry tomatoes bursting with flavor, with fresh garlic and basil over very al dente spaghetti pasta. I still make this at home way too often. Braciole, lovingly pounded thin, stuffed, then rolled, sautéed and devoured. Eggplant so many ways, but my favorites were the pickled eggplant salad in vinaigrette for breakfast, and the sandwich we bought from a little two-table sandwich shop in Amalfi, with eggplant in marinara sauce stuffed in a bread pocket and baked. The coffee drinks and pastries rightfully claim their own meal time, as in 'Breakfast, Lunch, Dinner, and Coffee and Pastry', and not necessarily just once a day or in that specific order.

one of the many restaurant in the seacoast of naples (lungomare)






And then there’s Pizza. Just the thought of it now literally renders me speechless… thoughtless… writers block… I don’t even know where to go from here. Because I know what’s coming. I know it’s true. I am ruined forever for pizza.



I had an idea it would happen, and there were plenty of warning signs. But I thought it was just hype, and didn’t give it a second thought. Probably because I was never a huge fan of pizza before, I believe this may be why it happened to me.

My husband has always expressed his love for the pie by saying “pizza should be its own food group” and many others I know feel the same. Yet, I’ve never had a huge affinity for it. Don’t get me wrong, I like pizza well enough, but I’m more inclined to order an Italian sub or good salad than I would a slice of pizza. I also live in the United States and am a second generation Italian. I’ve always known that the better Italian food came from the first generation, and sadly has been ever-so-slowly diluted by each generation since. “Gram used to make it like this” we’d say. “Yes, but I put my own twist on it.” So in the back of my mind, maybe I always knew there was something better, over there, waiting for me across the ocean in the old country.

And I found it. Oh yes, I found it. Sweet… sweet pizza.


Now, to be fair to you and make every effort for full disclosure, I must tell you that my first exposure to this involved Julia Roberts, and I hope that doesn’t bias you one way or the other. And you may have already guessed it also involved that chick-flick-to-end-all-chick-flicks, Eat. Pray. Love.  Arguably the biggest hit movie of the last few decades among middle-aged women inspired to find themselves through travel, meditation and affairs with hunky Latin men, it also was probably the biggest tourism boon to Italy, India, and Bali in recent history. We were planning on traveling to Italy for our anniversary anyway, but the movie without a doubt inspired me to find that little pizzeria on a side street in Naples, where I fell in love again.

Julia Roberts sat during the movie play in the Naples



Neapolitan pizza is unique. The Dough as the headliner takes center stage, the crust soft and chewy, not hard and crusty. Generally wood fired, it’s tomato bed is soft and pillowy, just the slightly bit doughy in the center, so its best eaten with a fork and knife. It’s not smothered with shredded cheese, but has just a few blobs of bufala mozzarella and several whole basil leaves adorning the middle. Together the ingredients become something magical, and a stark contrast to what we consider pizza in America. A Naples pizza is a purist's dream. It’s reputation as the best pizza in Italy, and hence the world, is well deserved. And once consumed, necessarily ruins the diner on pizza forever.

It’s a sad fact of life - with pizza, a lost love, or anything for that matter - but there’s nothing better once you’ve had the best. Ironically, as I’m writing this, a friend of mine is visiting Italy now and she posted a pic on Instagram today of her latest Italian discovery - pizza. Sad for her, I left this comment on her post: “You’re ruined forever for pizza, you know that don’t you?!”
I just wish I could have gotten to her in time. " (Lori Sorrentino)

In her web site Lori Sorrentino recomand a good pizzeria near by the city center. I wont write about it sice...despite it's good (may be to try after the best one) Im a " local "and I've the vantage to know better pizzeria to take you after my tours! ;)


The article in the inverted comas has been writen by Lori Sorrentino ,wereof i thanke you, and all the copywriters are riserved.
Pictures are upload from the facebook fan page "Pompeii walking tour" (uk -usa)
 and visitare napoli" (ita)

Fabio Comella tour guide in Naples, Pompeii , Herculaneum, Caserta, Sorrento, Capri

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